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I Calici da Vino, e tecniche di degustazione

I migliori calici da vino, ad ognuno il suo

Lo sai che un calice di vino non è solamente uno strumento con cui degustare il nostro nettare preferito, ma anche un alleato fedele?
Ogni calice infatti ha delle caratteristiche peculiari che lo rendono addirittura necessario per degustare al meglio il vino.
Noi di Apewineboxes da sempre siamo attenti a questo aspetto, ed in piena correlazione con il nostro approccio al vino artigianale, anche il calice da vino che cerchiamo, utilizziamo per le nostre degustazioni e che consigliamo è assolutamente un prodotto artigianale. Soffiati a bocca e lavorati manualmente in cristallo senza piombo.
Seguimi fino alla fine, ti darò qualche consiglio per sembrare un esperto di degustazione.
 

Sei pronto a scoprire qual’è il miglior calice di vino per ogni occasione?

A proposito, il tuo calice di vino prendilo sempre per lo stelo, con cura.
 

Il primo calice da vino da conoscere è quello che viene utilizzato per le bollicine. Il Flute. La forma è a flauto e questo per esaltare la struttura nascosta e non disperdere il perlage. Adatto a tutti gli Champagne e ai Metodo Classico, cosi come per i Cava, i Pet Nat ed i Prosecchi. Mai e dico mai agitare con forza il calice, rischieremmo di “sgasare il prodotto”, bisogna farlo in maniera appena accennat.

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Il secondo calice da vino da prendere in esame è quello per il vino bianco, assolutamente lo standard per qualsiasi degustazione, in quanto può essere utilizzato anche per i vini rosati e per vini rossi molto leggeri. La sua forma a ciotola accentua i sentori di freschezza e mineralità, deve essere agitato senza esagerare.

calice-da-vino-zalto-bordeaux

Con il terzo calice da vino si sale anche di struttura organolettica del prodotto adatto ed ovviamente si cambia di pigmentazione. Parliamo del Bordeaux Glass, adatto a vini rossi di struttura ed anche a vini orange, vini che bianche che pensano di essere rossi. La sua forma a cupola permette agli aromi di aprirsi e di regalare la complessità del vino al naso. Può essere agitato vigorasamente

calice -da- vino-burgundy glass

Il quarto calice da vino che passiamo in rassegna è il Burgundy Glass, pensato per fini importanti, per farli riposare con tutta calma nella loro ampia coppa, per far aumentar loro la superficie e per farli respirare in modo da sprigionare ed accentuare tutti i sentori del vino, specialmente le note fruttate e le punte dolci. Adatto ai grandi Pinot, al Barolo e al Barbaresco, al Taurasi e ai Tempranillo di spessore. Al taglio bordolese, anche all’Italiana. Ma pure ai grandi Chardonnay, di Borgogna o Californiani. Insomma un calice da esibire nelle occasioni importanti. Puoi agitare quanto vuoi, ma attenzione a non traumatizzare il tuo super vino con eccessivi sbalzi.

zalto

Sazi, arriviamo finalmente a fine pasto, dove possiamo goderci un meritato vino dolce  o liquoroso per chiudere in bellezza. Che sia un Passito, uno Sfursat piuttosto che un Madeira, uno Sherry o un Porto, i bicchieri da privilegiare debbono avere una forma mediamente affusolata per accentuare il sottile equilibrio di questi prodotti tra acidità, potenza e dolcezza  

calice- da-vino -digestive

Stavolta ci siamo per davvero, arriviamo alla fine della nostra cena e ci meritiamo decisamente un buon digestivo sgrassante. La forma della ciotola è affusolata, per rendere il sorso più saporito, fruttato ed armonico. Per amari ma anche distillati e grappe. 

Tecniche di degustazione

Il Calice, tranne che ne caso delle bollicine, che devono essere preservate, va sempre agitato con cura e vigore, mai con eccessiva forza, questo per evitare che il vino strabordi ma anche per non traumatizzarlo troppo, specie nei vini che hanno riposato in bottiglia per almeno 10. Per questo motivo consigliamo l’utilizzo del decanter o della caraffa per vini che non abbiano più di dieci/dodici anni.

Ora che sai quali sono i giusti calici da vino da utilizzare passiamo ad alcuni rapidi consigli di degustazione.
 

Esame Visivo

Normalmente più il vino è giovane più sara chiaro se è un vino bianco oppure violaceo ai lati se è un vino rosso. Con il passare del tempo di affinamento e delgi anni il vino tenderà sempre a scurirsi fino a diventare tendente al giallo ocra per i vini bianchi e rosso granato ed aranciato nei vini rossi.
 

Esame Olfattivo

Dopo aver agitato il calice di vino, avvicina il tuo naso sul bordo, potrai apprezzarne le note floreali ( ed anche quelle eteree) ed avere un’idea della complessità del vino che hai davanti. Successivamente inseriamo delicatamente il nostro naso all’interno del calice per esplorarne l’intensità e gli aromi più pronfondi, quelli terziari.
 

Esame Gustativo

Arrivato all’ultimo step sei finalmente giunto all’assaggio. Assicurati che la temperatura sia giusta, fino a 10 gradi per gli spumanti, 14 per i bianchi, 16 per gli orange e fino a 22, progressivamente in base alla struttura per i rossi. La temperatura giusta, come anche nel caso dell’esame olfattivo è una tua alleata.
I sorsi devono essere brevi e pieni, devi passare il liquido su tutta la lingua, portarlo in rassegna a tutte le tue papille gustative, cerca di inspirare dalla bocca un pò di aria in modo che esso si esprima meglio.
Portalo tra i denti, sul palato e spostalo, senza essere eclatante da una guancia all’altra.
In questo modo avrai un chiaro quadro di tutto ciò che quel vino sprigiona.
 

Ti ricordo sempre che più il vino è genuino e ben fatto migliore sarà la tua esperienza gustativa. Non puoi pagare il vino che bevi 5 euro (costa poco più di un euro a chi te lo vende, cosa bevi?), a lungo andare non ti farà bene. Scegli vini artigiani che provengono da produttori che rispettano non solo se stessi e l’ambiente, ma anche te consumatore finale. Vini senza chimica in vigna come in cantina, meglio se non filtrati e senza stabilizzanti.

Beh ora sei pronto per entrare nel magico mondo di Apewineboxes.com

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