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Serbia

Serbia: Riflessioni

Se nell'area dei Balcani, alle stessa latitudine italiana, sono pochi i vini che vanno oltre l'interesse locale il motivo è decisamente politico. Le condizioni sono ottimali per la vite e la tradizione è profonda. L'attività vinicola in Serbia ha vissuto fortune alterne. I turchi ne estirparono le viti, gli Asburgo ne promossero la diffusione. La superificie vitata del Paese è superiore a quella croata, con circa 60000 ettari, dei quali parecchi in disuso, ma che riscuotono l'interesse di sempre più cantine artigianali, ad ora circa 50 che sfidano le pochissime grandi industrie. La provincia settentrionale del Vojvodina è molto simile per condizioni climatiche con la pianura della Pannonia, ed infatti è terra di Welschriesling, e di Pinot. La catena del Fruska Gora è la zona più celebre e quella da potenziale maggiore, e corre proprio lungo il corso del Danubio a nord di Belgrado. La campagna intorno alla capitale è simile alla arida omologa croata, mentre a Subotica, Horgos e Coka è a tendenza sabbiosa, qui vini sono culturalmente molto più magiari che serbi. A sud di Belgrado troviamo la cittadina di Smederevo che da nome al vitigno Smederevka, i cui bianchi non sono memorabili. In questa zona però stanno venendo fuori ottime bottiglie da Riesling, Chardonnay e Cabernet Sauvignon. Nella Serbia meridionale si possono apprezzare dei rossi convincenti da Prokupac, ma è la sotto-regione di Oplenac a rubare las cena con i suoi vini da Sauvignon Blanc e Franckovka.
Altri Paesi dell'area:
La Bosnia Herzegovina un tempo era un vigneto importante dell'impero austro-ungarico ed ancora oggi uno splendido bianco secco e pieno, dal sapore di albicocca da uva Zilavka. Il Kosovo a discapito delle sue dimensioni ha un'area vinicola di tutto rispetto con Rahovec come principale zona che vanta 22000 ettari. Il movimento enoico si basava soprattutto sull'esportazione dell'Amselfelder, un vino dolce miscelato per il mercato tedesco, ma il blocco serbo ne mise fine. L'area vitata dell'Albania vede solamente 4000 ettari di vigneto, da ci nascono vini freschi e puliti anche grazie alle competenze degli enologi italiani. I vitigni autoctoni albanesi sono il Shesh i Bardhe, il Pules ed il Debine, per le bacche bianche, Shesh i zi, Kallmet, Vlosh e Serina per i rossi. In Montengro i vigneti si estendono su un territorio altrettanto piccolo, circa 4300 ettari, di cui il 60% appartengono alla cantina Jul Plantaze, il più grande in Europa. Uve locali sono da citare il Vranac, tannico e dalla grande capacità di invecchiamento ed il Krstac, per vini freschi e leggeri. Ed infine la Repubblica di Macedonia, di cui ricordiamo le tre regioni vinicole, Povardarjie, la più importante, Pelagonja Polov e Pcinja-Osogovo.

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